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CACCIA PESCA TRADIZIONE ATTUALITA' E CURIOSITA'By Antonio D'Amato, L'ORIGINALE esemplare ancora vivente di Homunculus Horridus Incongruens

I veterani americani dell'aeroporto di Lesina. Seconda Guerra Mondiale


ALCUNE IMMAGINI DI LESINA IN UN DOCUMENTARIO DELL'ISTITUTO LUCE. ANNI 50



LESINA, SFATIAMO LA LEGGENDA DI SAN CLEMENTE E DI LESINA SOMMERSA. Ipotesi sull'orografia dell'isolotto


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A Lesina c'è una leggenda che recita ci sia una città sommersa all'interno del lago e che sia la vecchia Lesina prima di un fortissimo maremoto. Ho già spiegato e descritto il vecchio maremoto del 1627 nell'articolo Il terrificante terremoto del 1627. L'Apocalisse scagliata sulla capitanata, quindi non andrò a dilungarmi sulle vicende dovute ai bradisismi del fondo del lago.

Molti importantissimi testi antichi, testimoniano una Lesina molto pescosa, città importante e sede vescovile. Non poteva mancare quindi una reale descrizione dell'isolotto di San Clemente, dove molti associano la vecchia posizione della chiesa di Lesina.
Niente di più errato. La chiesa di Lesina è sempre stata al suo posto e a San Clemente di cattedrali e di case nemmeno l'ombra.

La ricostruzione storica di San Clemente, parte dalle origini della "Cella" ( simile ad una piccolissima badia).

Nel 1164, il Conte di Lesina Loffredo, Regio giustiziere non che Crociato sotto la spedizione di Guglielmo II (detto il Buono), Per devozione alla Chiesa, dona a Leonate Abate di San Clemente di Casauria, un'isolotto all'interno del lago di Lesina, distante dalla riva passi 100. Ora prendendo in considerazione che la misura di un passo si aggira intorno a 1.80 m , possiamo calcolare prendendo in considerazione gli errori di misura dell'epoca nelle descrizioni, che l'isolotto era distante dalla riva più o meno dai 180/190 metri.

  
Leonate Abate di San Clemente di Casauria, fece costruire al centro dell'isolotto una piccola badia, dove i monaci assegnati, pescavano portando introiti alla badia di San Clemente Stessa.
Altri testi indicano che il fabbricato esistente era di circa 40 passi quadri, cioè 72 metri quadrati con tre corridoi laterali.

Facendo un'altro approssimativo calcolo, l'attuale croce di San Clemente dista dalla Riva del vecchio isolotto 150 metri, distanza che possiamo ipotizzare con elevato errore, sia pari al raggio dell'isolotto ormai inghiottito dal lago

 
Non si sà se esistevano altre strutture sull'isola, anche perchè non si trova traccia sui manoscritti. Ciò che invece stupisce è che da quella badia "lavorativa", ci son passati anche dei santi, come Sant'Adamo patrono della Città molisana di Guglionesi. Ma questa è un'altra storia che descriverò in futuro.

Tornando al discorso, non c'è altra traccia di alcuna città sommersa, anzi entrando nelle vie del centro e dando un'occhiata alle linee che delimitano il centro storico stesso, si evince facilmente che Lesina anticamente è sempre stata nel posto dov'è ora e che era anche ben fortificata con grosse mura di cinta .



Su questa linea di delimitazione e precisamente in via Zara, esiste ancora una porzione delle antiche mura, che oggi fanno parte di un'abitazione privata.

Si hanno notizie dell'isolotto di San Clemente, fino all'inizio dell'Ottocento, dove però il monastero era già in frantumi e l'isolotto era immerso d'inverno ed emerso solo nei periodi più caldi.

Ancora frammentaria la motivazione dell'abbandono del monastero, avvenuto quindi prima del  lento sprofondamento.

Per quanto riguarda la croce oggi esistente , non è l'originale del monastero, ma una croce messa li in ricordo all'inizio del 1900 dai lesinesi e ristrutturara più volte.










come scacciare serpi e vipere dal giardino con rimedi fatti in casa.


E' cosa normale che si abbia paura di questi rettili, specialmente se in casa e in giardino abbiamo bambini e animali. Quindi la necessità di creare uno spazio libero da serpi  in cui ci si può muovere tranquilli. Il miglior rimedio è logicamente quello di acquistare un repellente per rettili, recintare con una rete a maglia stretta ( ne esistono di strettissime) le varie aperture del giardino e tenere pulito l'esterno del giardino da erbacce e cose ingombranti che possano offrire rifugio a questi rettili.

Evitate però di accendere l'erba per far pulizia, piuttosto chiamate un giardiniere che vi pulirà lo spazio con un decespugliatore in pochi minuti.

 Capita che la ferramenta più vicina o la farmacia agricola, non abbia repellenti, quindi dobbiamo costruircelo noi.

Gli ingredienti sono Naftalina, Chiodi di Garofano e Cannella. Anche se io non preferisco il primo perchè essendo un prodotto che si ottiene dalla distillazione di petrolio, inquina e vi secca il prato. Quindi usiamola solo in casi estremi ad esempio un serpente o una vipera restia a lasciare il territorio.

Gli altri ingredienti possiamo metterli al macero in un flacone con dell'olio di semi o di oliva, fa lo stesso, l'importante è che profumi parecchio.
 Spargere il tutto intorno alla recinzione e all'interno del giardino e il gioco è fatto ( non abbiate paura di esagerare con cannella e chiodi di garofano). Questi sono tre elementi sgradevoli per i serpenti e ci permettono di allontanarli dal nostro giardino o da casa senza ucciderli.
Attenzione, diffidate da chi vi dice che questi rimedi vadano spruzzati sul muso del serpente in casi estremi, non è un veleno subito letale, anzi non è un veleno e basta, quindi possono attaccarvi lo stesso se non hanno vie di fuga.

Nota: l'esistenza di un serpente in giardino, comporta un giardino pulito da roditori e troppi insetti grossi. Io consiglio sempre di tenere pulito il giardino senza  scacciare questi rettili. Scacciandoli potremmo avere la visita dei più realmente temibili topi e ratti, che si sà portano ben più serie malattie, oltre a rovinarci piante dispense  e manufatti. Qualcuno può dire, beh c'è sempre il veleno per topi... Si ma se lo metti, significa che il topo la visita te l'ha già fatta....

TRA 90 ANNI, IL BOSCOISOLA E MARINA DI LESINA SCOMPARIRANNO NELLE ACQUE DEL MARE E IL LAGO DI LESINA NON CI SARA' PIU'


Nel 2007 alcuni ricercatori dell'ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)  hanno redatto una mappa alquanto inquietante.
 Si tratta della mappa nazionale delle aree a rischio di allagamento da parte del mare dovuto ai bradisismi e all'innalzamento del livello del mare.
Gli studi indicano che l'intera fascia del Bosco Isola e Lesina Marina andrà sott'acqua approssimativamente tra 90 anni. Logicamente sarà un lungo e lento processo.
Insieme a Lesina Marina ci sono anche altre 32 località a rischio, tra cui Manfredonia e Venezia sull'Adriatico.
 I nostri nipoti e pronipoti andranno in spiaggia sul Lungolago? Può darsi, ma purtroppo non avranno più le delizie del nostro lago.
Potete leggere gli studi sui link:
 http://titano.sede.enea.it/Stampa/skin2col.php?page=eneaperdettagliofigli&id=152

http://old.enea.it/com/web/convegni/work200307/MappaAllagamento.pdf

UNA PIANTA VELENOSA DEL GARGANO, CURA IL TUMORE ALLA PROSTATA


Si tratta della velenosa Thapsia Garganica o Fillastrina comune , famosa per uccidere gli animali che la mangiano. Questa pianta ha origini antichissime , infatti tra le ombrellifere garganiche è una delle più arcaiche, se mi passate il termine. E' stato scoperto che il suo veleno o meglio il suo principio attivo , è capace di dimezzare il carcinoma prostatico addirittura in un mese. L'utilità del principio attivo è stata scoperta dal Johns Hopkins Kimmel Cancer Center insieme all'università del Winsconsin e del Texas.
 Pubblicano gli studi sul noto mensile Science Translational Medicine.

Il fatto che siano stati meritevoli studiosi esteri a scoprire l'utilizzo di questo principio attivo di casa nostra, la dice lunga sui tagli effettuati dallo Stato e della mancanza di meritocrazia in ambito della ricerca italiana. Fino ad oggi infatti, anche nelle nostre zone la Thapsia Garganica, serviva solo come ospite dei classici " funghi cardarelli", ma mai presa in seria considerazione dai soliti quattro studiosi capoccioni, con la bramasia della poltrona anche a 90 anni....
foto tratta dal sito http://www.actaplantarum.org

 Quella pianta è stata sempre nei nostri incolti, ma come disse un grande " in Italia si investe di più sui piedi (nel calcio) che nella testa...

IL CORTO "BIONDINA" DELLA REGISTA BISPURI, GIRATO A LESINA, E' FINITO TRA I 50 FINALISTI DEL YOUR FILM FESTIVAL DI YOUTUBE


Si, Lesina è diventata vetrina mondiale grazie al Your Film Festival , un'iniziativa promossa da You Tube e Emirates, in collaborazione della Biennale di Venezia e la casa produttrice di Ridley Scott.  Dopo la selezione di una rosa di 50 semifinalisti su YouTube, in cui c'è anche la Bispuri con il corto girato a Lesina( tra l'altro unico Italiano) , la community di tutto il mondo voterà i 10 finalisti che voleranno alla volta di Venezia per la proiezione del loro corto durante la 69. Mostra del Cinema (29 agosto > 8 settembre 2012).

Sempre a Venezia si voterà per il corto migliore e il vincitore si aggiudicherà un premio pari a 500.000 dollari per la produzione di una nuova opera poi prodotta dalla Scott Free Films.

Tutti a Votare il Corto Italiano quindi. Sperando che la Bispuri si aggiudichi il premio e che giri la sua nuova opera sempre sul nostro bellissimo territorio.

Per votare cercate il corto dal nome Biondina e cliccate su Vote a destra del film, sulla  pagina http://www.youtube.com/user/yourfilmfestival

DA LESINA, PRIMA CITY LED DEL SUD ITALIA, SI VEDONO LE STELLE


"Addio vecchia lampadina". Così recita l'inizio di un'articolo sul sito del comune di Lesina, riguardante proprio l'argomento illuminazione. Si addio perchè si sta cambiando l'itero sistema di illuminazione, portandolo al funzionamento di soli Led anzicchè le classiche lampadine. Questo avviene perchè il comune vuole osservare la direttiva regionale  15/2005  riguanrdante l'inquinamento luminoso.
Passeggiando per le vie del nostro centro, dove sono stati già installati i nuovi Led, si nota però qualcosa di spettacolare, che da Lesina non si vedeva da anni. Le stelle!! anche le meno luminose ora sono ben visibili e non è raro che ogni tanto si vede qualche passante che alza involontariamente la testa, attratto da tante piccole presenze che fino a poco tempo fa non si vedevano dal centro.

Si è vero, Lesina senza illuminazione colorata ha perso un po di fascino, ma quando si finirà l'installazione delle nuove lampade, si vredà uno spettacolo eccezzionale e se ci sarà qualche avvenimento astronomico, lo si potrà vedere anche senza spostarci dal centro.

Off topic: se vi interessa essere a conoscienza degli eventuali avvenimenti astronomici o volete semplicemente conoscere i nomi delle stelle, pianeti e loro posizioni, vi consiglio di scaricare il programma "Stellarium". E' un planetario gratuito, che oltre ad essere usato in 3D sul vostro computer, può essere anche proiettato a mò di planetario vero.
scaricabile anche in italiano.

LE CALENDE DI SANTA LUCIA 2012


Ogni anno rinnoviamo il consueto appuntamento con le calende di Santa Lucia, che grossolanamente ci aiuteranno a capire il tempo metereologico dell'anno che sta per entrare.

Cosa sono e come si contano le calende di Santa Lucia?
Le calende di Santa Lucia sono semplicemente i giorni a seguire il 13 Decembre, giorno di Santa Lucia appunto. Il tempo che si manifesterà in quelle giornate, indicherà quello che verrà nelle quindicine di ogni mese in andata e in ritorno.( andata e ritorno significa prima quindicina e seconda quindicina)

Come si contano: I giorni dal 14 al 25 rappresentano le prime quindicine di ogni mese, quindi 14 dicembre è prima quindicina di Gennaio, 15 Dicembre è prima di Febbraio ecc. fino a Natale, che rappresenta la prima quindicina di Dicembre.
Dal 26 Dicembre si conta a ritroso invece, fino all'Epifania, quindi il 26 sarà seconda quindicina di Dicembre, il 27 seconda di Novembre ecc ecc , fino all'epifania che rappresenta la seconda quindicina di Gennaio.

IL CIPPO DELLA VILLA, PERCHE' QUELL'INCAVO SULLA PARTE SUPERIORE


Il monumento della villa, come amiamo chiamare il cippo romano posizionato nella villa comunale appunto, è un'istituzione anche ludica se vogliamo, dato che ogni lesinese che si rispetti da bambino ci è salito sopra almeno una volta. E' noto il significato delle iscrizioni poste sulla faccia principale, che testimoniano l'importanza della donna Pomponia Drusilla e di suo marito Numisio Quinziano. Il cippo in questione presenta però sul lato sinistro un'incisione meno marcata e sulla parte superiore, degli incavi.

Gli incavi che si vedono qui in foto e le incisioni laterali sono collegate. Ne si trova il significato e il collegamento nel libro di Agostino Gervasio  "Intorno ad alcune antiche iscrizioni esistenti in Lesina" - Napoli, dalla Stamperia Reale, 1852.
Il Gervasio nel suo testo, parla delle varie testimonianze marmoree esistenti ancora oggi a Lesina e di alcune particolarità come appunto l'icavo del cippo in questione e delle incisioni laterali. Racconta che trovò il cippo davanti la chiesa della Congrega del Rosario , l'attuale chiesetta di San Primiano e lo trovò coricato al suolo, perchè caduto in seguito al fortissimo terremoto del 1808. Gli anziani dell'epoca gli raccontarono che l'incavo superiore del cippo non era stato fatto originariamente, ma nel 1725 per collocarci una statua di San Michele Arcangelo che fu perduta a causa del terremoto. Le incisioni laterali invece testimoniano chi ha voluto da statua su quel cippo ovvero il sindaco Nicola Barone, Primiano Dapoto e Cristino Carcello.

Un'altra curiosità che si legge nello stesso libro, racconta di un'altro cippo esistente, che ancora oggi dovrebbe essere inglobato in qualche casa antica della parte vecchia del centro storico. quest'altro cippo, era stato trovato tra le resta delle vecchie mura di cinta di Lesina che i lesinesi usavano per addossarci le nuove costruzioni. Il Gervasio trascrive le parole incise su quel cippo che poi fu per inciso inglobato in una casa:

FL.URANO. VP REC...
PRO. VINDICI LEGVM
AC MODERATORI
IVUSTITIAE
ORDOSLPENDISSIMV
CIVITATIS THEANENSISum
VNA POPOLARIB
SVIS DIGNO PATRO
NO POSVERVNT

 Anche altri storici dell'inizio del 1800 parlano di questo cippo che era stato ritrovato  dietro la chiesa nelle mura di cinta bagnate dal lago. Il cippo era stato ritrovato nel 1815 a quanto pare, ma poi non se ne fece più parola negli anni seguenti.
Le antiche mura di Lesina è un'argomento a parte. Anticamente cingevano tutta la zona del centro storico e i lesinesi le usavano non solo come protezione dall'esterno ma anche come diga contro le inondazioni e le alte maree del lago.
continua....



LA MINESTRA D'ANGUILLA, RICETTE DI FAMIGLIA E TRADIZIONE


Quante volte a Lesina, ci siamo vivacemente scambiati pareri  sulla vera ricetta dell'anguilla in minestra? Tutte le volte scopriamo che la ricetta è diversa da famiglia a famiglia. Ci sono piccole varianti in ognuna di queste ricette, ma qual'è quella originale? cioè quella che mangiavano i nostri bisnonni e avi, durante i lunghi inverni passati nei pagliai?

La vera ricetta è molto più semplice di quanto si creda.

Cosa di prima necessità era il coccio, o meglio una pentola di terracotta dove cuocere il tutto a fiamma media e possibilmente su fiamma di legna. Oggi questo sistema non si usa più per la logica comodità del gas, quindi la ometteremo, ma comunque se sarà possibile averne una , ne terremo conto per la nostra preparazione.

Quindi, in una pentola a fuoco medio, salare un pò d'acqua e immergere l'anguilla già pulita



Successivamente, cominciare con le verdure.
Si puliscono le cicorie e si sciacquano bene bene (consigliato anche qualche prodotto per il lavaggio delle verdure) , successivamente stessa operazione per le patate, prestando attenzione alla quantità di queste perchè assorbono il "salato" della minestra, i peperoni che taglieremo a striscioline, le melanzane, il sedanino, il pomodoro e la zucca.
in fine la cipolla. ( si può aggiungere anche il peperoncino)
Attenzione nei dieci minuti in cui verranno pulite le verdure, l'anguilla comincerà a cuocere e quindi a tirar fuori le impurità che raccoglieremo con un semplice cucchiaio

Una volta fatta questa operazione, aggiungere le verdure e cuocere il tutto per circa 30 minuti, o meglio il tempo di cottura delle verdure.


Nella ricetta originale, non si aggiungevano troppi fronzoli, per via della lontananza dei pagliai dal centro cittadino. Era difficile trovare tutti i giorni verdura fresca e quindi si usavano verdure che comunque tenevano per più di una settimana, come ad esempio i peperoni, i pomodori raccolti un pò più presto del solito oppure a "Cunzerv", le melanzane, patate, zucca, e le erbe selvatiche prese al momento  come cicorie raccolte nel boscoisola stesso e meraviglia del boscoisola u "Lacc'tell" che in forma originale, cioè quello che va in minestra, non è il sedano normale, ma un sedanino che nasce spontaneamente nel boscoisola presso le varie fantine ancora oggi esistenti.

Proprio per il motivo della difficoltà di reperimento delle verdure , che ogni tanto si ometteva qualcosa e  a mio avviso questa ricetta infatti , è una delle poche tradizionali che permette l'omissione di questo o quello per dar vita alla "minestra di famiglia". Ad esempio nella mia famiglia non piace l'olio e la zucca, mentre ho sentito altri che non mettono le fette di pane sotto il piatto, chi non mette le melanzane, chi usa le zucchine al posto della zucca ecc. 


Anche nel mondo della ristorazione ci sono varianti da ristorante a ristorante, come sono stati tanti anche gli studi che i ristoratori hanno fatto per presentare una minestra d'anguilla preparata ad una certa maniera e addirittura impiattata ad una certa maniera. Ma sinceramente, il profumo e l'atmosfera che una minestra d'anguilla può suscitare all'interno della famiglia, non può essere cambiato ed impiattato diversamente dalla propria ricetta di famiglia. Ci sono dei riti dietro questa minestra, è come una festa, una celebrazione dell'orgoglio familiare, una cerimonia.


minestra d'anguilla a Lesina?
apoteosi, elogio, esaltazione, glorificazione, lode, plauso, trionfo.





LA NAVE INGLESE DI PUNTA PIETRE NERE(1810), SCENE DA MASTER AND COMMANDER



Fuori dalle memorie lesinesi, era un vecchio galeone ritrovato negli anni 40\50 su Punta Pietre Nere, i cui cannoni furono portati negli stessi anni a Lesina e posti davanti alla casa comunale. Dopo l'ultimo restauro della piazza antecedente il comune di Lesina e il restauro della facciata dello stesso comune , di quei cannoni rimane solo il ricordo.....chissà dove son finiti e a detta di popolo, erano posti dapprima sotto la scala d'emergenza del comune, poi nel sottoscala principale del comune stesso....
Amici sommozzatori e nuotatori sportivi che frequentavano Punta Pietre Nere, mi raccontano di una nave antica che affiorava dal fondo mostrando le sue ordinate per ben venti metri e ad un solo metro di profondità. La stessa nave è stata, nel corso degli anni, depredata letteralmente. Tra le visite estive dei parecchi bagnanti che ne asportarono tra gli anni 60, 70 e 80 praticamente ogni cosa, ci fu una persona che ne asportò la targa di denominazione in bronzo, che alcuni testimoni mi dicono riportare il nome vago ed incompleto "London ......" .
Dopo alcune ricerche che ho effettuato in giro per il web, ne è saltato fuori che la nave non era un galeone logicamente, ma doveva essere un briggs inglese o una cannoniera o altro tipo di imbarcazione tra i 20 e i 30 metri di lunghezza.
La ricerca logicamente è partita dalle rimembranze dei testimoni che hanno confermato la presenza della nave.

La storia documentata:
Il giornale di Lione (Francia) in mio possesso del 1812, ha al suo interno un articolo che parla di un convoglio francese di 20 navi, che costeggiava l'Adriatico il 26 maggio 1810, seguito da alcune navi nemiche che ipotizziamo grazie ad alcuni reperti e testimonianze, essere inglesi.
La sera del 26 maggio, le navi del convoglio entrarono per difendersi nel porticciolo di Acquarotta che all'epoca era la foce del Fortore e non un solo collegamento del Lago di Lesina come lo è oggi e soprattutto non era situata dov'è ora ma tra i lidi Eden Kiss e Mafalda.
La mattina del 27 Maggio le navi inglesi decisero di far sorpresa alle navi francesi che già avevano provveduto all'imbarco di soldati ( sicuramente di istanza a torre fortore, torre scampamorte, torre saccione e torre mileto)e ne scaturì uno scontro a fuoco molto vivace. Le navi inglesi furono allontanate, tranne una che fu incrociata e finì sui fondali di Punta Pietre Nere.

gli unici reperti rimasti sono i cannoni del comune e quelli che sono stati portati al museo di Capodimonte. Il resto è in mano a persone sconosciute, come la targa del nome....

FAUNA , RITORNA IL TASSO NEI NOSTRI TERRITORI


E' da parecchio tempo che nei territori lesinesi un animale prima  molto comune  era di colpo diventato rarissimo.E' il caso del tasso, questo mustelide bianco e nero molto simpatico che per colpa dell'agricoltura intensiva e dei veleni e altri prodotti usati in questo ultimo trentennio, è scomparso dalla zona bruscamente.
Oggi l'agricoltura intensiva sta volgendo all'uso di prodotti meno nocivi all'ambiente, prodotti come concimi organici e anticrittogamici meno tossici. Questa situazione ha fatto ritornare parecchi animali come fagiani, molte più volpi, altri mustelidi come la faina e in fine il tasso.
Gli esemplari avvistati erano adulti in ottima salute e quindi non si esclude che ci saranno in futuro delle cucciolate che incrementeranno di molto il loro numero. I luoghi degli avvistamenti sono contrada Fischino, La Comune, il Boscoisola ( precisamente contrada Morella) e Nise.
Il tasso è un'animale molto comune sugli appennini e quindi la provenienza di questi esemplari  potrebbe essere benissimo il corso del Fortore, unica via "verde" che collega il nostro territorio con l'appennino. 

IRRITAZIONE DA MEDUSA: CONSIGLIO PRATICO PER TOGLIERE SUBITO IL DOLORE








In questi giorni al mare si fa sempre più spesso l'incontro "tragico" con la medusa. E' da un pò di anni comunque che, con il riscaldamento delle acque del mediterraneo questi animali proliferano in gran quantità e quindi sempre più spesso viene a contatto con noi.

La medusa più comune che abbiamo nelle nostre acque, irrita la pelle con i suoi tentacoli che, come una specie di molle, tirano fuori degli uncini che iniettano il veleno urticante.


Rimedi Leggenda: sono stati molti i rimedi creati ad arte per le irritazioni da medusa, ma quella più deficiente di tutti è il rimedio della pipì!
Ragioniamo: come può un liquido prodotto dall'uomo che contiene per la maggior parte acqua tossine ammoniaca e scarti fisiologici combattere una tossina? Non ci riesce, è inutile farsi dei sogni e cercare spiegazioni scientifiche. C'è qualcuno che dice che funziona dopo 20/30 minuti....beh è normale anche se non ci butti niente passa il dolore dopo 30 minuti, ma rimane il prurito....quindi inefficace.


La medicina moderna nutre forti dubbi sull'uso di creme cortisoniche, ammoniaca, alcool che potrebbero solo aprire di più i pori della pelle e aumentare il dilagare delle tossine.
Quindi cosa fare se si viene a contatto con le meduse?

Prima cosa da fare è assicurarsi che non ci siano rimasti pezzi di tentacoli attaccati alla pelle, se ci sono rimuoverli o tamponando con un'asciugamano o direttamente con le mani ( non abbiate paura, la pelle delle mani oltre a produrre una sostanza che distrugge immediatamente le tossine è anche molto spessa per gli uncini). Successivamente sciacquare con acqua di mare.
La cosa da sapere è che la medusa come la tracina ha delle tossine fortemente termolabili cioè si distruggono facilmente con il calore. Quindi la cosa da fare per far passare subito l'irritazione, quindi il dolore e il gonfiore è mettere a contatto la parte irritata con il calore intenso, come può essere l'acqua calda o se la parte non è troppo estesa (come un braccio o un polpaccio) direttamente con la sabbia rovente.
La tossina comincia a rompersi già con un calore di 45/50 gradi per poi distruggersi completamente ed immediatamente con una temperatura di 60/70 gradi.
Se si è su un lido, è molto probabile che al bar si trovi spesso dell'acqua calda. Fatevela mettere in un contenitore che riesca a contenere un canovaccio o un'asciugamano, immergetelo e applicatelo sulla parte colpita, vi assicuro che il sollievo è immediato e l'irritazione e il gonfiore sparisce entro 6/7 minuti, senza lasciare prurito.

Per la tracina è la stessa cosa anzi forse molto più dolorosa è la puntura però il rimedio è lo stesso e quindi basta immergere il piede in acqua caldissima o sulla sabbia rovente per qualche minuto.

UNA VERGOGNA CHE NON FINISCE! E UN UOMO PERDE LA SUA DIGNITA! E' QUESTA LA LESINA CHE VOGLIAMO?


C'è un problema adolescenziale a Lesina, un problema che definirei dettato dal branco. Il video in questione postato su YouTube ultimamente, testimonia e denuncia le persecuzioni a danno di questo uomo che a Lesina conosciamo tutti che però nessuno aiuta. Il branco in questione, formato sempre dagli stessi ragazzi, tutte le notti crede di essere nello scherzo, senza capire o almeno concepire quanto sia importante la dignità per un'uomo. Stesso uomo che ogni notte si vede togliere quella dignità per divertimento di altri. Provate ad immedesimarvi voi stessi in quella persona e provate solo a pensare a qualcuno che per divertimento togliesse la vostra dignità e per altra beffa la postasse pure su Internet. 

A parte lo schifo che questi ragazzi stanno combinando e a parte il titolo di questo video che la dice tutta, potrei solo dire che il gioco è bello quando dura poco. Quando si va a ledere la dignita più intima di un'uomo, beh non si tratta più di ragazzate, si tratta di diavolate vere e proprie!

Ps. Inviterei l'autore del video a non rimuoverlo e lasciarlo come testimonianza e a limite cambiare quell'orrendo titolo, perchè si sà il pazzo porco non è lui, ma gli imbecilli che fanno queste cose!